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giovedì 2 agosto 2012

Il castello di Neuschwanstein-6

Arredi e tecnologia moderna
Come nessun'altra costruzione Neuschwanstein illustra gli ideali e le aspirazioni di Ludovico II. Il castello non era concepito per scopi di rappresentanza, bensì come buen retiro . Qui Ludovico II si rifugiava in un mondo onirico, nel poetico mondo del Medioevo.
I cicli pittorici di Neuschwanstein erano ispirati alle opere di Richard Wagner, al quale il re dedicò il castello. Non furono però i drammi musicali wagneriani a servire da espliciti modelli per la decorazione, bensì le saghe medievali, alle quali a sua volta aveva fatto ricorso anche il compositore.
Nelle pitture murali del castello vengono tematizzate storie di amore, colpa, pentimento e redenzione. Re e cavalieri, poeti e coppie d'amanti ne popolano le stanze. Tre figure sono di centrale importanza. Il poeta Tannhäuser, il cavaliere del cigno Lohengrin e suo padre Parsifal, il re del Santo Graal. Per Ludovico si tratta di modelli esemplari e di spiriti affini.
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Abside nella Sala del trono
Un altro motivo ricorrente degli arredi è il cigno. Esso era l'animale araldico dei conti di Schwangau, di cui Ludovico II si considerava il successore. Al contempo è anche il simbolo cristiano della "purezza", cui Ludovico aspirava.
sala del trono_thumb[1]
Idee politiche e religiose influirono sulla progettazione del castello. Ciò è particolarmente visibile nella Sala del trono. Qui le pitture murali testimoniano di come Ludovico II immaginasse un regno "per grazia divina": come una sacra missione, provvista di un potere che il re bavarese non aveva mai posseduto.
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Tecnologia moderna in veste medievale
A Neuschwanstein il Medioevo era solo illusione. Dietro la facciata antica si celavano tecnologie modernissime e massimo comfort.
Le stanze del "Palas", l'ala residenziale reale, venivano riscaldate con un sistema centrale ad aria. A tutti i piani era disponibile acqua corrente, in cucina addirittura calda e fredda. I bagni possedevano degli sciacquoni automatici. Il re chiamava la servitù e gli aiutanti servendosi di un sistema di campanelli elettrici. Al terzo e al quarto piano c'erano persino dei telefoni. I pasti non dovevano essere trasportati con difficoltà su per le scale perché per questi era a disposizione un montacarichi.
camera da letto vetrate policrome
Già durante la costruzione del castello ci si era serviti di moderni mezzi della tecnica. Le gru da carico ad esempio venivano azionate da macchine a vapore e la Sala del trono venne costruita come una struttura in acciaio, poi rivestita. Una peculiarità di Neuschwanstein sono i vetri delle finestre di grandi dimensioni. Ai tempi di Ludovico II la realizzazione di tali misure risultava ancora inusuale.
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Come arrivare:
Il castello di Neuschwanstein si trova nelle vicinanze del paese di Schwangau e della città di Füssen, in Algovia. Punto di partenza per raggiungere il castello e ultima possibilità di parcheggio è la località di  Hohenschwangau.
I biglietti di ingresso per il castello di Neuschwanstein possono essere acquistati solo presso la  biglietteria (Ticketcenter) di Hohenschwangau.
In auto / bus
Percorrete l'autostrada A7 (Ulm – Kempten – Füssen). Da Füssen prendete la strada statale B17 in direzione di Schwangau; dopo aver attraversato il paese prendete a destra in direzione di Hohenschwangau
oppure
percorrete l'autostrada A7 – uscita Kempten – proseguite sulla strada statale B12 fino a Marktoberdorf. Sulla B16 fino a Roßhaupten – OAL I fino a Buching – poi la B17 fino a Schwangau e Hohenschwangau.

In località Hohenschwangau sono disponibili solo parcheggi a pagamento (5 euro / autoveicoli – dato aggiornato al 1º aprile 2011).
Potete trovare l'itinerario nel sito: http://auto.abacho.de/routenplaner/.
Percorrete l'autostrada A7 (Ulm – Kempten – Füssen). Da Füssen prendete la strada statale B17 in direzione di Schwangau; dopo aver attraversato il paese prendete a destra in direzione di Hohenschwangau
oppure
percorrete l'autostrada A7 – uscita Kempten – proseguite sulla strada statale B12 fino a Marktoberdorf. Sulla B16 fino a Roßhaupten – OAL I fino a Buching – poi la B17 fino a Schwangau e Hohenschwangau.

In località Hohenschwangau sono disponibili solo parcheggi a pagamento (5 euro / autoveicoli – dato aggiornato al 1º aprile 2011).
Potete trovare l'itinerario nel sito: http://auto.abacho.de/routenplaner/.
Fonte  e ulteriori informazioni: http://www.neuschwanstein.com/ital/tourist/raggiung.htm

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Visualizzazione ingrandita della mappa

Il castello di Neuschwanstein-5

La gola del Pöllat con il ponte
di Maria (Marienbrücke)
Già Massimiliano II aveva fatto sistemare nei dintorni di Hohenschwangau dei sentieri e dei punti panoramici da cui poter godere il paesaggio. Quale regalo di compleanno per la sua consorte Maria, amante delle escursioni in montagna, fece costruire negli anni cinquanta del XIX secolo il ponte di ferro "Marienbrücke", sovrastante la gola del Pöllat.
Dallo stretto costone di roccia a sinistra della gola del Pöllat, chiamato "Jugend" (Gioventù), si offriva una vista unica sui monti e sui laghi. Massimiliano II adorava questo luogo e nel 1855 vi progettò un padiglione panoramico. Il principe ereditario Ludovico si era recato spesso sulla "Jugend".
Sulla "Jugend" si trovavano i resti di due piccole fortezze: Vorderhohenschwangau e Hinterhohenschwangau. E' qui che Ludovico progettò il suo "Nuovo Castello di Hohenschwangau" (la denominazione "Neuschwanstein" risale a dopo la morte del re). Esso doveva offrire un'illusione migliore di un ideale castello medievale di quanto facesse Hohenschwangau. In tutto ciò era determinante l'idea di perfezione: la "ricostruzione" doveva risultare più pura stilisticamente e corredata di tutte le più moderne conquiste della tecnica.
Nel 1867 Ludovico II visitò l'appena "ricostruita" fortezza della Wartburg. Lì si entusiasmò in particolar modo per la Sala dei Cantori, presumibilmente il luogo del leggendario "Certame dei cantori". La Wartburg e la sua sala divennero i motivi ispiratori del "Castello Nuovo". L'architetto Eduard Riedel dovette rielaborare inoltre delle idee basate su scenografie teatrali, disegnate da Christian Jank, uno scenografo monacense.
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Potervi soggiornare un giorno …
La costruzione non fece quei rapidi progressi che il re si attendeva. Il progetto era troppo complesso e risultò difficile anche la gestione del cantiere in montagna. Scenografi, architetti e artigiani si preoccuparono di realizzare le idee precise del re. I suoi sconsiderati termini di consegna poterono essere onorati in parte solo con ininterrotti ed esasperanti turni di lavoro, diurni e notturni.
La posa della prima pietra per il "Castello Nuovo" avvenne il 5 settembre 1869. Per primo venne completato nel 1873 il tratto del Portale, che Ludovico abitò per anni. Solo nel 1880 fu festeggiata la copertura del tetto del "Palas", che risultò agibile a partire dal 1884.
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La crescente ritrosia per ogni contatto umano e d'altro canto la crescente pretesa di dignità reale condussero Ludovico II a modificare il progetto architettonico. Al posto delle stanze per gli ospiti, inizialmente previste, venne progettata una "Sala Moresca" con fontana, anche se poi non venne mai realizzata. Lo "Scrittoio" si trasformò dal 1880 in una piccola grotta. La modesta "Stanza delle Udienze" si trasformò in un'enorme Sala del trono. Questa non era più destinata alle udienze, bensì era da intendersi come tributo alla regalità e come copia della leggendaria sala del Santo Graal. Al fine di integrare questa sala nel già costruito "Palas", fu necessario ricorrere a una modernissima struttura in acciaio. Nell'ala occidentale del "Palas" avrebbe dovuto essere sistemato un "Bagno dei cavalieri", quale reminiscenza del bagno rituale del cavalieri del Santo Graal.
Oggi vi si trova una scala per i visitatori che conduce in basso verso l'uscita.

Il castello di Neuschwanstein-4

Ludovico II, re di Baviera dal 1864
Biografia II
La storia delle origini
Ludovico II, re di Baviera dal 1864, inviava le seguenti righe di ammirazione, nel maggio del 1868, all'adorato Richard Wagner:
"E' mia intenzione far ricostruire l'antica rovina del castello di Hohenschwangau, nei pressi della gola di Pöllat, nello stile autentico delle antiche fortezze dei cavalieri tedeschi e devo confessarVi di rallegrarmi molto all'idea di potervi soggiornare un giorno (fra tre anni); vi dovranno essere sistemate numerose camere per gli ospiti, confortevoli e accoglienti, dalle quali si potrà godere una stupenda vista sull'augusto monte del Säuling, sulle montagne del Tirolo e sulla vasta pianura; Voi Lo conoscete bene, l'adorato ospite che vorrei ospitarvi; il luogo è uno dei più belli che si possano trovare, sacro e inavvicinabile, un tempio degno di Voi, divino amico, che faceste fiorire l'unica salvezza e la vera benedizione del mondo. Vi ritroverete anche reminiscenze dal 'Tannhäuser' (Sala dei cantori con vista sulla fortezza sullo sfondo), dal 'Lohengrin' (Cortile del castello, corridoio aperto, sentiero per la cappella); in ogni senso questo castello sarà più bello e confortevole di quello più in basso di Hohenschwangau, che annualmente viene dissacrato dalla prosa di mia madre; gli Dei dissacrati si vendicheranno e si tratterranno con Noi, lassù sulle ripide cime, allietati dall'aura del Paradiso."
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Disegno ideale per il castello di Neuschwanstein di Christian Jank, 1869



Vengono qui menzionati quasi tutti gli aspetti del Neuschwanstein di Ludovico II. Ciò a cui non si fa alcun riferimento è invece la ragione politica: nel 1866 la Baviera, alleata con l'Austria, aveva perso la guerra contro la Prussia, in fase espansiva. La Baviera fu costretta ad accettare una "alleanza difensiva e offensiva" che in caso di guerra toglieva al re la facoltà di disporre del suo esercito. Con ciò, a partire dal 1866, Ludovico II non era più un sovrano nel pieno esercizio delle sue funzioni. Questa limitazione rappresentò la peggior disgrazia della sua vita. Nel 1867 iniziò a progettare, con i suoi castelli, un regno tutto suo nel quale agire e potersi sentire come un vero re.

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Ludovico II trascorse l'infanzia
nel castello di Hohenschwangau.
Il principe ereditario Massimiliano II di Baviera, padre di Ludovico, aveva fatto restaurare a partire dal 1832 il cadente castello di Hohenschwangau in "stile gotico". Il romantico scenario alpino aveva lasciato una profonda impressione nel giovane Ludovico, il quale elesse questo castello estivo a una delle sue residenze preferite.
Hohenschwangau era decorato con scene che si ispiravano a leggende e poemi medievali, fra i quali spiccava quello dedicato a Lohengrin, il cavaliere del cigno. Già in gioventù Ludovico si identificò con quel Lohengrin, cui Richard Wagner nel 1850 aveva intitolato un'opera romantica.
Il cigno era anche l'animale araldico dei conti di Schwangau, di cui il re si considerava successore. Già Massimiliano II aveva elevato il cigno a motivo dominante di Hohenschwangau. La venerazione idealizzata del Medioevo veniva a combinarsi qui con una concreta tradizione locale.

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Il castello di Neuschwanstein-3

Ludovico II, re di Baviera
Biografia I
Nato il 25 agosto 1845 nel castello di Nymphenburg a Monaco di Baviera
Re di Baviera dal 1864 al 1886
Morto il 13 giugno 1886 nel lago di Starnberg
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Un eterno mistero
Il mito si formò quando il monarca era ancora in vita. " Voglio rimanere un eterno mistero per me e per gli altri" aveva scritto una volta Ludovico alla sua precettrice e questo tratto enigmatico esercita il suo fascino ancora oggi.
Il poeta Paul Verlaine definì Ludovico II "l'unico vero re di questo secolo". Questo schivo sognatore, l'immagine opposta del re borghese, resta ancora oggi una figura presente nell'immaginario come "der Kini", con questo nome lo chiamano affettuosamente i bavaresi, e viene adorato come un idolo.
I castelli di Ludovico II, il cui suolo nessun estraneo avrebbe dovuto calpestare, sono stati visitati dopo la sua morte da più di 50 milioni di persone. Essi costituiscono dei testimoni di pietra di un ideale mondo parallelo che il re si costruì, volgendo con ciò le spalle al suo tempo. Il suo tentativo di autoaffermazione in chiave storica, poetica e ideale era destinato al fallimento. Alla fine preferì la morte pur di non far ritorno nella prosaicità del reale.

re ludovico II
Ritratto di Ludovico II da giovane
(W. Tauber)
La data di nascita del principe coincide con la festa di san Luigi IX, re di Francia e capostipite della dinastia dei Borboni. Il nonno e padrino, Ludovico I di Baviera, nato anch'egli lo stesso giorno, aveva avuto come padrino Luigi XVI di Francia.
Nella costruzione dell'immagine di sé, il principe attribuì per tutta la vita una grande importanza alla relazione con la dinastia dei Borboni.
Ludovico e suo fratello Ottone vennero educati con severità e nel rispetto di un marcato senso del dovere. I genitori Massimiliano II di Baviera e Maria di Prussia si dimostrarono freddi e scostanti.
"Ludovico si metteva volentieri dei costumi ..., mostrò piacere per le rappresentazioni teatrali, amava i quadri e cose simili ... e regalava ...volentieri quello che gli apparteneva, soldi e cose varie", annotava la madre. Tutti questi tratti non mutarono. Anche la marcata fantasia, la tendenza all'isolamento, la pronunciata predisposizione per la maestosità vengono attribuite a Ludovico fin dall'infanzia.
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Il giovane re
Nel 1864 a soli 18 anni Ludovico II ascese al trono senza possedere esperienze di vita e di politica; veniva tuttavia adorato entusiasticamente dalle donne.
Retrospettivamente, nel 1873 si espresse così:
"Sono diventato re davvero troppo presto. Non ho imparato abbastanza. Avevo iniziato così bene ... a studiare dottrina dello stato. Di colpo venni strappato da tutto ciò e messo sul trono. Ora, mi sforzo ancora di imparare ..."
Già nel 1866 Ludovico II subì la più grande sconfitta della sua vita: la Prussia, in fase espansiva, sconfisse l'Austria e la Baviera nella "Guerra tedesca" del 1866. Da allora la Baviera fu dipendente in politica estera dalla Prussia e il suo re solo un "vassallo" dello zio prussiano.

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Wagner
I drammi musicali e gli scritti di Richard Wagner erano capaci di entusiasmare già l'erede al trono. Non appena fosse diventato re, Ludovico voleva portare a Monaco il compositore e realizzare così l'idea del Festival. Nel 1864 convocò Wagner, salvandolo così da una situazione di grave difficoltà finanziaria.
"... Oggi sono stato condotto da Lui. Purtroppo è così bello e intelligente, uno spirito così alto e superbo da farmi temere che la sua vita, in questo mondo banale, possa dileguarsi come un fugace sogno divino... Della magia dei suoi occhi Lei non può farsi un'idea: se resta in vita, sarà proprio un miracolo inaudito!", così scrisse il compositore dopo il primo incontro.
Negli anni successivi , grazie alle prime esecuzioni assolute di "Tristano e Isotta" (1865), "I maestri cantori di Norimberga" (1868), "L'oro del Reno" (1869) e "La valchiria" (1870), Monaco di Baviera divenne la capitale musicale d'Europa. Con ciò Ludovico proseguì la tradizione mecenatesca della dinastia dei Wittelsbach.
Wagner dovette tuttavia abbandonare Monaco già alla fine del 1865 per essersi immischiato in questioni di governo. In seguito Ludovico II si schierò anche contro le posizioni antisemite dell'amico. Si mantenne però fedele al dispendioso servizio da tributare al genio di Wagner. Il monumentale teatro per il Festival, progettato per Monaco, venne edificato in forma fortemente semplificata a Bayreuth e inaugurato nel 1876 con il ciclo "L'anello del nibelungo"; nel 1882 vi si svolse la prima rappresentazione assoluta del "Parsifal". Senza l'impegno di Ludovico II il Festival di Bayreuth non avrebbe mai visto la luce.
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Mondo parallelo
Ludovico II era pervaso dall'idea di un sacro regno per grazia divina. In realtà era un monarca costituzionale, un capo di stato con diritti e doveri e scarsi spazi di intervento. Distaccandosi dal presente, egli si costruì un mondo parallelo in cui potersi sentire un vero monarca. Dal 1875 circa in poi viveva di notte e dormiva di giorno.
Già nel 1868 sorsero degli schizzi ideali, realizzati da scenografi teatrali, per un "Castello Nuovo di Hohenschwangau", situato al di sopra del quieto Hohenschwangau paterno, per un "Palazzo bizantino" e per una copia di Versailles. Fin dall'inizio il suo mondo parallelo abbracciava più epoche. Il "Castello Nuovo" (in seguito Neuschwanstein), trasportava nel regno cristiano del Medioevo, la nuova Versailles invece, edificata a partire dal 1878 a Herrenchiemsee, faceva rivivere l'assolutismo barocco dei Borboni di Francia. Linderhof, nella vallata del Graswangtal, divenne a partire dal 1869 un punto di raccolta per illusioni di derivazioni estremamente differenti, per quanto sostenute da una tecnologia altamente moderna.
La tecnica più moderna fu impiegata anche per la serie di carrozze e slitte dalle forme fantastiche, con le quali il re si spostava nottetempo, occasionalmente anche abbigliato in costumi storici.
sala dei cantori
Con i soggiorni sempre più lunghi sulle montagne divennero invece sempre più brevi quelli a Monaco. A mantenere in vita un mondo parallelo contribuivano le "rappresentazioni separate" al Teatro di corte e le esibizioni di opere musicali e drammatiche fatte esclusivamente per il re.
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Il re del Santo Graal
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Ludovico II si identificò sempre più con Parsifal, la figura della saga medievale che grazie alla purezza e alla fede diventa il re del Santo Graal, facendosi così redentore del suo predecessore, su cui gravava il peso dei peccati. La lotta interiore per liberarsi dai peccati e per raggiungere la purezza trova espressione sconvolgente nei diari di questo re rigidamente osservante. L'ultima opera di Richard Wagner, "Parsifal", finito di comporre nel 1877, tematizza questo mito. Wagner e la sua cerchia avevano denominato il re "Parsifal"; la sua problematica prese forma nel dramma musicale del Santo Graal. Neuschwanstein, dedicato originariamente ai cantori medievali, venne reinterpretato come castello del Santo Graal, la Sala del trono venne trasformata nella Sala del Santo Graal – in un progetto in cui venisse ad affermarsi il mistero della redenzione per la salvezza del mondo.
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"Il solitario"
La tanto ricercata "solitudine ideal-monarchico-poetica" non era alla lunga più conciliabile con gli impegni di un capo di stato. Altrettanto difficilmente finanziabili con i mezzi privati di un re erano le sempre nuove costruzioni scenografiche. Ludovico fallì nel suo progetto di voler combinare l'illusione e la dimensione onirica con la realtà.
A partire dal 1885 le banche straniere minacciarono il pignoramento dei beni. Il rifiuto opposto da parte del re a una soluzione razionale in materia, fu la scintilla che nel 1886 spinse il governo a emanare un decreto di interdizione e di destituzione del re dalla carica – un procedimento per altro non contemplato dalla Costituzione bavarese. Ludovico II venne internato nel castello di Berg. Il giorno successivo trovò la morte in circostanze mai chiarite nelle acque del lago di Starnberg insieme allo psichiatra che ne aveva redatto l'atto di interdizione.



Il castello di Neuschwanstein-2

I castelli di re Ludovico II, re di Baviera.
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Sette settimane dopo la morte del re Ludovico II, nel 1886, Neuschwanstein venne aperto al pubblico. Il re schivo e solitario aveva costruito il castello per ritirarsi dalla vita pubblica – d'ora in poi il suo buen retiro si sarebbe trasformato in un punto di grande attrazione per il vasto pubblico.
Neuschwanstein può essere annoverato oggi fra i castelli e le fortezze più visitati in Europa. Ogni anno circa 1,3 milioni di persone visitano "il castello del re delle fiabe". In estate in media più di 6.000 visitatori al giorno affollano le stanze, destinate in origine a una sola persona.
La posizione unica di Neuschwanstein non potrebbe essere più idilliaca. Tuttavia devono essere tenuti costantemente sotto controllo i movimenti al livello delle fondamenta e devono essere continuamente consolidati i ripidi costoni di roccia. Anche il clima rigido attacca duramente le facciate in pietra calcarea, ragione per cui risultano necessarie continue misure di risanamento.

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I castelli di Ludovico II, re di Baviera
Oltre al Castello di Neuschwanstein l’Amministrazione Bavarese dei Castelli gestisce anche i seguenti edifici di grande interesse artistico, fatti costruire dal re Ludovico II :


 
Castello di Linderhof
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Con la conclusione, nel 1878, dei lavori al Castello , l’unico portato a termine e abitato da Ludovico II , trovò nuova linfa anche lo spirito del rococò. Dietro la facciata riccamente decorata di questo Castello relativamente piccolo, trionfa l’opulenza: specchi scintillanti, ori luccicanti, arazzi e quadri, velluti e sete, lampadari di cristallo, lapislazzuli, malachiti e porcellane.
Fra i più interessanti luoghi da visitare nel giardino, sistemato a regola d’arte, vanno nominati la Cappella di Sant’Anna, la »Casetta del re«, l’antico Tiglio del re, sul cui palchetto il re a volte faceva colazione, il Chiosco Moresco con il trono del Pavone, la Casa Marocchina, la Capanna di Hunding, così come l’eremitaggio di Gurnemanz. Una »roccia apriti-sesamo« conduce alla grotta artificiale di Venere con cascata e laghetto.
Per ulteriori informazioni relative al Castello e al Parco di Linderhof può essere consultato l’indirizzo: www.linderhof.de (solo in tedesco e inglese)
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Casa reale sullo Schachen
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Ludovico II si fece costruire un castelletto in mezzo a un’ineguagliabile scenografia alpina con vista sul massiccio della Zugspitze. Piuttosto semplice all’esterno, questa casa in legno rivela al piano superiore una opulenza tutta orientale. Nella Sala Turca, riccamente decorata e arredata con divani e una fontana, il re era solito festeggiare il compleanno e l’onomastico in mezzo alla solitudine delle montagne. La Casa reale è raggiungibile solo a piedi passando da Elmau o da Garmisch-Partenkirchen.
Per ulteriori informazioni sulla Casa reale sullo Schachen può essere consultato l’indirizzo: www.schloesser.bayern.de (solo in tedesco e inglese)
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Convento dei Canonici agostiniani Herrenchiemsee (Castello Vecchio)
Abbazia benedettina – Convento dei Canonici agostiniani – Reggia: quando Ludovico II acquisì la Herreninsel (Isola dei Signori), nelle ali del convento, in seguito chiamato Castello Vecchio, fece sistemare delle stanze residenziali private, oggi di nuovo in parte visitabili. Nel 1948 si riunì qui l’Assemblea Costituente dei Ministri Presidenti che avrebbe elaborato la Carta Fondamentale della Repubblica Federale. Questo importante capitolo della storia tedesca è documentato nel Museo insieme alla storia del convento. Altrettanto degne di essere visitate sono la Galleria di quadri Julius Exter (1863-1939) e la Galleria dei pittori del lago del Chiemsee.
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Castello Nuovo Herrenchiemsee
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Per rendere onore a Luigi XIV di Francia doveva essere costruita una Versailles bavarese. Quando però nel 1886 Ludovico II morì, la costruzione non era ancora terminata. I costi per questo impianto monumentale superavano già quelli complessivi per Neuschwanstein e Linderhof.  La sontuosa camera da letto con il suo letto di 3 x 2,60 metri superava in lusso il modello francese. Nella Galleria degli Specchi, di una lunghezza di quasi 100 metri, potevano essere accese più di 1800 candele. Se comparato con queste due stanze monumentali, l’appartamento reale è arredato in maniera più contenuta.
Il giardino alla francese, strettamente geometrico e famoso per i suoi giochi d’acqua, rappresenta solo una parte dell’intero impianto, mai portato a termine, ed è circondato da un parco ‘naturale’ con alberi secolari. Nel museo di Ludovico II, di impianto moderno, possono essere ammirati oggetti che ricordano la vita e l’attività del re.
Per ulteriori informazioni sui luoghi da visitare sull’isola di Herrenchiemsee può essere consultato l’indirizzo: www.herrenchiemsee.de (solo in tedesco e inglese)
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domenica 14 agosto 2011

Castelli.

Castello di Neuschwanstein-1a




Il castello di Neuschwanstein (in tedesco Schloss Neuschwanstein, letteralmente in italiano Il Castello della Nuova Pietra del Cigno) è un castello costruito alla fine del XIX secolo e situato nel Sud-ovest della Baviera nei pressi di Füssen, nella località di Schwangau, di fronte all'altro castello di Hohenschwangau. È il monumento più visitato della Germania e il castello più fotografato d'Europa


 È il "castello da favola" che ogni anno attira un milione di visitatori da tutto il mondo e che è rappresentato in innumerevoli quadri, foto puzzle, calendari e altre illustrazioni. L'hanno persino copiato a "Disneyland"!
Sono possibili solo delle visite guidate in gruppo, in varie lingue, anche in italiano. Soprattutto nei periodi di maggior afflusso turistico è altamente consigliato prenotare le visite. Si possono anche prenotare insieme le visite ai due castelli Neuschwanstein e Hohenschwangau. L'uno è comodamente raggiungibile dall'altro a piedi o in carrozza.

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